| Arte del corpo nelle nuove tecnologie |
|
|
Arte del corpo nelle nuove tecnologie
Il corpo umano viene riscoperto dopo una iniziale fase
di “celebrazione” negli anni Ottanta. La riscoperta avviene
gradualmente; dall’attenzione alla forma fisica, ricordiamo ad
esempio l’esplosione dell’attività di fitness, alla
convinzione che le parole e la mente siano mascherate e che la vera essenza,
specialmente nella riscoperta del teatro, di una rappresentazione stia
nei movimenti corporei. Artaud, enigmatico attore e autore, sia nelle
sue rappresentazioni sia nei suoi copioni, esalta il corpo come unica
salvezza per un teatro ormai fatto di analisi mentali senza più azione
né coinvolgimento del pubblico. Nella sua vita fa del suo corpo
l’unico mezzo per ottenere un teatro che ancora sappia creare la
realtà sul palco. Il soufflè, metodo di respirazione utilizzato
dallo stesso autore, è simbolo di una attenzione ossessiva per
la simulazione sul palco. Gli attori venivano educati alla conoscenza
del loro corpo per poter riprodurre il mondo dettato in un foglio scritto
interiorizzando la scrittura.
Successivamente, il corpo viene messo in ombra dalla mente, sempre considerando
una separazione secolare tra mente e corpo. Scompaiono allora gli studi
sul corpo e si apprestano a cominciare quelli per scoprire e in un qualche
modo dominare le relazioni mentali. I mass media si focalizzarono allora
sulla televisione, dove la realtà alternativa che si voleva riprodurre
venne completamente esteriorizzata, concentrandosi sulla vista e sull’udito.
In campo tecnologico, la maggiore espressione di questi studi fu l’Intelligenza
Artificiale, ovvero la sfida di creare un computer che ragionasse come
un essere umano, ma dopo i primi interesse e consensi sollevati, l’attenzione
cominciò a scemare e il corpo tornò in auge.
La riscoperta dei sensi permise di interessarsi nuovamente a una finzione
completa. Sembra ormai lontano l’assidua convinzione che la mente
sia un ente separato dal corpo, ma che invece, l’unione dei due
possa dare spazio a traguardi più arditi.
La VR tende ad interiorizzare nuovamente il reale simulato, per comprenderlo
e poterlo vivere come attuale, sostenendo che questo stadio non può essere
raggiunto se non con una completa fusione tra corpo e mente, dove l’uno
e sostegno delle percezione dell’altro, in un lavoro di reciproca
imitazione del reale.
La prerogativa del corpo viene anche stabilita nelle comunicazioni personali,
che ovviamente devono essere tenute in considerazione se si vuole ricreare
un mondo come vero, dove la sfera sensoriale è massimamente coinvolta:
gli individui mentre parlano non utilizzano soltanto l’udito e
la voce, ma il sistema di interazione coinvolge anche i gesti, la postura,
la mimica, l’olfatto e il tatto. Tutti questi elementi volgono
a creare il significato della relazione stabilitasi o che si vuole stabilire
tra due o più individui. Nell’arte in genere i sensi privilegiati
sono sempre stati la vista e l’udito (la stessa distinzione vale
per le comunicazioni di massa, rappresentate in prima istanza dalla radio
e dalla televisione), a scapito del tatto e dell’olfatto considerati
come sensi del contatto fisico, intendendo con questo termine la loro
imprescindibile necessità di avere relazioni di compresenza fisica.
Ovviamente, in un’epoca dove le distanze avevano l’esigenza
di essere annullate a favore di una “globalizzazione” e contemporaneità di
informazione, i sensi del contatto fisico erano stati oscurati e quasi
ignorati. Il vero problema si è posto quando nella finzione si è sviluppata
l’esigenza di renderla reale, quando la semplice fruizione a distanza
non basta più all’utente e quindi la richiesta di immersione
totale nelle realtà che vivevano a distanza si è fatta
sempre più pressante. Solo arrivati a questo punto è stato
necessario interrogarsi sulle modalità di resa di compresenza
fisica, e solo a questo punto i sensi, nella loro totalità, sono
tornati ad essere oggetto di osservazione e studio. I sensi non sono
enti a se stanti, quindi il corpo, come filo conduttore, è ritornato
in auge dopo anni di silenzio.
Manipolazioni e studi negli ultimi anni si sono cimentati sia nella genetica
che nella robotica, partendo da una iniziale cultura dell’estetica.
Il corpo viene connesso a macchine e modificato geneticamente, ma senza
mai venirne dominato. Il corpo di adegua e si impadronisce di ciò che
diventa quasi prolungamento di sé, controllandolo e utilizzandolo
per migliorare la vita, le relazioni e l’esistenza in generale.
Ora il corpo è il modello al quale ci si deve ispirare per soddisfare
le esigenze che la realtà virtuale si propone di appagare, il
corpo, in altre parole, sta trionfando, ora come non mai.
|