NOEMA Home SPECIALS › Internet 2
Tecnologie e Società
Main
Internet, nascita, sviluppi, attualità
Multimedialità, potenzialità, utenza
Google dixit
Tra Opensource e Copyright
Il caso Wikipedia
Conclusioni
Bibliografia e webgrafia

 

Il caso Wikipedia

 

 

 

Tra i fenomeni citati in precedenza, rientra nella categoria degli UGC una notissima enciclopedia in rete chiamata Wikipedia. Mutuando nel campo della cultura l'approccio collaborativo del free software, Jimmy Wales, ideatore di Wikipedia ha pensato bene di mettere on-line un'enciclopedia creata dagli utenti.
Questa è la descrizione che il sito Wikipedia fa di se stesso in merito all'inserimento degli articoli:

WikipediaA destra: il testo che si ottiene cercando la voce "wikipedia" nel sito italiano di Wikipedia. Mi pareva coerente inserire la descrizione del funzionamento dell'enciclopedia scritta non dal webmaster ma dagli stessi utenti che interagiscono col sito.

Quasi tutti coloro che visitano il sito di Wikipedia possono creare o modificare una voce e vedere visualizzate all'istante le loro modifiche. Wikipedia è costruita sulla convinzione che la collaborazione tra gli utenti possa nel tempo migliorare le voci, più o meno nello stesso spirito con cui viene sviluppato il software open source. Gli autori delle voci, che non devono avere necessariamente alcuna competenza o qualifica formale sugli argomenti trattati, vengono però avvertiti che i loro contributi possono essere "modificati senza pietà e redistribuiti a piacere" da chiunque lo desideri. Le voci non vengono controllate da un particolare utente o comitato editoriale e le decisioni da prendere sul contenuto e sulle politiche editoriali di Wikipedia sono ottenute di norma per ampio consenso e in alcuni casi per votazione, sebbene spetti a Jimmy Wales la decisione finale.
Data la natura aperta di questo progetto, spesso si verificano delle "guerre editoriali" o delle discussioni prolungate quando i partecipanti alla stesura di una voce non raggiungono un accordo. Alcuni membri di questa comunità hanno spiegato il processo di redazione in Wikipedia come un lavoro collaborativo, o un processo evolutivo di darwinismo sociale, ma la comunità nel suo complesso non la ritiene una descrizione precisa del fenomeno. Le voci sono sempre aperte alle modifiche (tranne quando la voce viene protetta per brevi periodi a causa di vandalismi o guerre di rollback) così che Wikipedia non dichiara mai "conclusa" la stesura di una voce. Alcuni utenti provano ad inserire delle informazioni malevole o spiritose ma del tutto irrilevanti; di norma le modifiche di questo genere vengono rimosse velocemente. Gli utenti regolari spesso mantengono una lista di osservati speciali con le voci di loro interesse, per sapere immediatamente quali hanno subito delle modifiche dall'ultimo accesso e seguire le correzioni apportate giorno per giorno. Ciò consente di impedire il proliferare di false informazioni e spam e di tenersi aggiornati sulle opinioni di chi contribuisce alle voci.
Grazie al principio Wiki, tutte le modifiche alle voci di Wikipedia sono mantenute in una cronologia delle versioni accessibile a chiunque. Perciò, Wikipedia è anche la prima in assoluto tra le grandi enciclopedie ad offrire a chiunque la possibilità di vedere lo sviluppo nel tempo di una voce e di verificare se, come e dove il contenuto è stato oggetto di controversie. Persino le cancellazioni e gli altri vandalismi che una pagina subisce sono di norma visibili a tutti. Tutti i punti di vista contestati, espressi in un dato momento e successivamente cancellati, rimangono visibili a chiunque e forniscono informazioni complementari sull'argomento di cui è oggetto la voce e sul suo grado di controversia, aggiungendovi inoltre la dimensione temporale.


Ovviamente una cosa del genere, per definizione, non avrebbe mai potuto limitarsi a rimanere elitaria e, proprio il carattere comunitario dell'enciclopedia ha dato la spinta per lanciare una sfida a Google. Wales, infatti, ha presentato, nei primi giorni di gennaio, il progetto Wikiasari, riguardante la realizzazione di un rivoluzionario motore di ricerca che, ancora una volta, avrà come radice l'utente finale «non solo complicati algoritmi alla base del motore di ricerca, ma anche i giudizi dei navigatori che forniranno le proprie valutazioni sui vari siti e pagine web».


La guerra, quindi, è aperta.
Wikiasari potrebbe rompere il tacito monopolio che Google ha imposto ripristinando una sana concorrenza, rimane però qualche dubbio sulle "intenzioni" di Wales che potrebbe verosimilmente mirare a qualcosa di diverso da quanto preannunciato. Data l'effettiva somiglianza dei due fenomeni di internet, non sarebbe difficile immaginare che Mr. Wiki possa compiere lo stesso percorso di Google creando, quindi, un secondo impero contrapposto al primo ma, di fatto, uguale ad esso.
Staremo a guardare.