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Conclusioni. Il mondo in un disegno
La realtà in cui ci muoviamo è un
insieme disordinato di fatti, di eventi, che ci coinvolgono, ci traumatizzano,
ci fanno perdere nella nostra vita. Il nostro disagio nel non riuscire
a trovare in essi un ordine, un senso, ci fa rifugiare in quella che è la
narrazione, una sequenza ordinata di eventi, sensata, in cui può esistere
un perché. Forse è questo il vero motivo della narrazione:
aiutarci a trovare un ordine nei fatti che colgono la nostra vita, o
forse suggerirci dei modi per poter mettervi ordine.
Un disegno ci ricorda sempre che la realtà che ci mostra è illusione,
finzione, frutto dell’immaginario, ma in questo immaginario noi
possiamo riuscire a dare un senso ed un ordine ai nostri pensieri, e
dopo aver trovato in essi un significato possiamo cercare
di prendere le redini della nostra vita.
Forse è questo che gli anime aiutano a fare: ci tolgono dalla
nostra realtà, ci prendono per mano e ci trasportano in mondi
altri, lontani, fittizi, in una narrazione diversa, facendoci sognare
e dimenticare per un attimo la realtà. Ma non per questo ci fanno
perdere nella loro finzione: dolore, gioia, amore, odio, pensieri
ed emozioni a noi così familiari e che viviamo giorno dopo giorno,
ci vengono mostrati con ingenuità da un disegno, ma non per questo
il suo effetto è meno traumatico.
Queste emozioni ci invadono, ci pervadono, ma non ci aggrediscono
oltrepassando l’angoscia del vero, e ci colpiscono direttamente
nella nostra coscienza.
Forse è questo che fa l’anime: in un mondo lontano, distante,
rassicurante, ci ricorda (e forse anche ci insegna) che il nostro mondo è qui
che ci aspetta.
Un mondo per capire il mondo.
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