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Il sintetizzatore analogico
I sintetizzatori analogici, costituiti con componenti
analogici, generano un segnale sonoro tempo continuo. Il suono prodotto è così affascinante
che ancora oggi, sebbene esistano macchine molto più sofisticate
e potenti, sono utilizzati in molti generi musicali: dalla new age alla
dance.
Il principio generale del loro funzionamento è l’utilizzo
di moduli musicali elettronici controllati in tensione (la tensione è una
grandezza continua). I moduli hanno un compito specializzato e possono
quindi generare, elaborare, amplificare e modulare una forma d’onda
ed il loro comportamento viene controllato attraverso la tensione. I
sintetizzatori analogici si dividono in modulari e normalizzati.
Sintetizzatori analogici modulari
I primi sintetizzatori analogici utilizzavano un’architettura modulare
permettendo al musicista di scegliere il percorso che il segnale deve
effettuare all’interno della macchina. Il sistema modulare è un
sistema aperto costituito da più moduli ognuno dei quali ha un
compito ben preciso, cioè quello di generare, elaborare, amplificare,
modulare, filtrare un suono. Il collegamento fra i vari moduli, o fra
le parti di uno stesso modulo, avviene con dei cavetti jack da un quarto
di pollice, un collegamento qualsiasi viene detto patch, le altre funzioni
vengono regolate modificando degli interruttori o variando delle manopole
rotative continue (knob).Un esempio di sintetizzatore analogico modulare è l’arp
2500 raffigurato sotto.

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Sintetizzatori analogici normalizzati
Nei sintetizzatori analogici normalizzati la scelta del percorso del segnale
all’interno della macchina è stata attuata dalla casa produttrice
stessa. Permettono al musicista di scegliere tra i diversi percorsi prestabiliti
quello che più desidera, ruotando delle manopole o cambiando lo stato
degli interruttori. Un esempio di sintetizzatore analogico normalizzato è il
minimoog rappresentato qui sotto.

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Sintetizzatori analogici semimodulari
Ovviamente il passaggio da modulare a normalizzato non è stato netto.
Molti produttori hanno realizzato delle macchine che pur essendo normalizzate
permettevano qualche tipo di modularità. A questa categoria appartengono
una serie di sintetizzatori di dimensioni contenute per i quali il compromesso
tra normalizzazione e modularità è stata l’arma vincente,
come ad esempio il famoso arp 2600 rappresentato qui sotto.

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Componenti principali di un sintetizzatore analogico
VCO: Il componente principale di generazione
del suono di un sintetizzatore analogico è il VCO (voltage controlled
oscillator; oscillatore controllato in tensione). Un oscillatore è un
dispositivo elettronico capace di generare una corrente o tensione di
frequenza prestabilita. La tensione è una grandezza continua e
le variazioni di tensione all’interno rappresentano le variazioni
di pressione acustica del suono. I VCO sono in grado di generare varie
forme d’onda:
onda sinusoidale: è priva
di armoniche e quindi non può essere filtrata (se utilizzata per
suonare interi fraseggi musicali certamente non regala molte soddisfazioni).

onda triangolare: è costituita
da armoniche di ordine dispari, anche se in quantità minore di
quelle presenti in un’onda quadra. Il suono di un’onda triangolare
ricorda quello di un flauto.

onda quadra:
il suono è molto ricco di armoniche di ordine dispari, e ricorda
molto il timbro di uno strumento ad ancia. Comunque tutte le forme d’onda
diversa dalla sinusoide sono ricche di armoniche e quindi adatte ad essere
filtrate.

onda dente di sega:
il suono è molto ricco sia di armoniche di ordine pari che dispari
e pertanto risulta una delle forme d’onda più adatte ad
essere filtrata.
noise (rumore):
si indica il rumore che può essere generato casualmente o secondo
delle regole ben precise. É una fonte per generare effetti sonori
come il vento, il mare ecc. Adatta ad essere filtrata in quanto presenta
un elevatissimo numero d’armoniche.
VCF:
Ciò che rese unici alcuni sintetizzatori analogici del passato
non fu tanto la sezione generativa del suono, quanto quella di filtraggio
(esempio il famoso filtro passa basso dei Moog). Dunque il VCF (voltage
controlled oscillator; filtro controllato in tensione) permette di modificare
un suono attenuando o esaltando le frequenze che sono prossime ad una
frequenza di riferimento, o ad un intervallo di frequenze, se si parla
di filtro passa banda o a reiezione di banda). Il termine “cut
off frequency” (frequenza di taglio) rappresenta la frequenza alla
quale il filtro opera sul segnale.
Filtro passa basso:
hanno il compito di smorzare le frequenze superiori della frequenza di
taglio e di lasciare inalterate quelle che si trovano al di sotto.
Filtro passa alto:
hanno compito inverso dei passa basso, cioè quello di smorzare
tutte le frequenze che sono al di sotto della frequenza di taglio e di
lasciare inalterate quelle al di sopra.
Filtro passa banda:
hanno il compito di lasciare passare inalterate tutte le frequenze il
cui valore è entro un determinato intervallo (la banda) eliminando
quelle al di sopra e al di sotto della banda.
Filtro a reiezione di banda:
hanno compito inverso dei passa banda. Lasciano passare inalterate le
frequenze che si trovano al di sotto e al di sopra di un intervallo ed
eliminano tutte quelle che sono comprese nell’intervallo stesso.
VCA:
(voltage controlled amplifier; amplificatore controllato in tensione)
servono per amplificare il segnale e sono, generalmente, pilotati da
un generatore d’inviluppo (il quale regola la variazione di ampiezza
tramite una variazione di tensione).
Generatore di inviluppo:
Dal punto di vista elettronico è un dispositivo capace di ricevere
in ingresso un segnale di attivazione e di produrre in uscita un segnale
variabile nel tempo. Da un punto di vista musicale serve per generare
il tempo d’attacco, di decadimento, di sostegno e di rilascio dell’inviluppo
di un suono. L’inviluppo di un suono determina le variazioni d’ampiezza
del suono stesso nel tempo. La curva d’inviluppo più usata è generalmente
la ADSR (attack, delay, sustain, release):
Attack: (tempo di attacco) indica il tempo necessario per raggiungere
la massima ampiezza del timbro.
Delay: (tempo di smorzamento) iniziale indica il tempo necessario
per raggiungere un valore di ampiezza costante.
Sustain: (tempo di sostegno) indica il tempo durante il quale
il suono mantiene costante la sua ampiezza.
Release: (tempo di rilascio) indica il tempo, una volta rilasciato
il tasto, impiegato per raggiungere un valore di ampiezza finale.
LFO:
(low frequency oscillator; oscillatore a bassa frequenza) è un
oscillatore che genera delle onde (triangolari, sinusoidali, quadre ecc)
la cui frequenza è minore del campo di udibilità (circa
16 Hz).
Questo dispositivo è utilizzato per controllare parametri di altri
dispositivi come la frequenza di taglio di un filtro, l’ampiezza
o la frequenza di un segnale generato da un oscillatore.
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