|
L’attività selettiva del lettore
Una persona che legge, compie un’attività selettiva,
prima, durante e dopo la lettura. Questa selezione da parte
del
lettore si divide in tre azioni distinte che hanno un rapporto rispettivamente
anteriore, contemporaneo o posteriore alla lettura.
- L'esposizione selettiva: il lettore legge un
giornale piuttosto che altri e sceglie un tipo di argomento o di rubrica
piuttosto che altri.
In
generale si può dire che il lettore nello scegliere quale giornale
e quale articolo leggere preferisce quelli che considera conformi o
vicini al suo punto di vista, cioè quelli che probabilmente rafforzano
le sue opinioni precedenti e le sue tendenze precostituite. L'esposizione
dipende quindi dalla linea del giornale e dalla direzione dell'articolo.
Bisogna dire che non sono solo motivi razionali che decidono cosa viene
letto e cosa no, ma anche la curiosità e la fame di notizie
sensazionali. Se il titolo di un articolo promette una storia straordinaria
la maggior parte di noi leggerà il testo, anche se si trova in
un giornale che normalmente non prenderemmo sul serio.
- La percezione selettiva: incosapevolmente il
lettore trova in un articolo ciò che vuole trovare e ciò che
può accettare. Come
se portasse degli occhiali con un filtro che lascia passare solo certe
parti dello spettro solare, il lettore percepisce solo una parte del
significato di un messaggio. Gli elementi che non si adattano al suo
sistema di valori non attraversano questo filtro selettivo e non vengono
percepiti bene. Discrepanze fra la sua opinione e il punto di vista propagato
dall'articolo non vengono gradite dal lettore perché egli "fa
di ciò che legge una conferma di se stesso" [8],
e prima di cambiare la propria opinione per annulare la discrepanza
il lettore
probabilmente attiva incoscientemente il processo della percezione selettiva.
- La memorizzazione selettiva: dopo aver letto
un articolo il lettore può ricordare
l'informazione centrale più o meno a lungo e più o meno
bene. Spesso viene ricordato meglio ciò che è piaciuto
o su cui si era d'accordo.
Note
8) Farinelli Giuseppe (et al.), Storia
del giornalismo italiano: dalle origini ai giorni nostri, Torino,
UTET, 1997, p. 422. [back]
|