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Dalla durata della batteria alle dimensioni del cellulare:
ecco una serie di problemi
Come se non fosse già abbastanza complicato convincere un potenziale
cliente dell’utilità di un servizio considerato il più delle
volte superfluo, bisogna considerare anche tutti i problemi e le difficoltà di
natura tecnica emersi e che emergeranno con il tempo.
La prima difficoltà, quella più importante e che necessità prima
di tutte una soluzione, è la carenza di frequenze disponibili (soprattutto
in Europa), già riservate per la televisione digitale terrestre e per
la televisione ad alta definizione. Alcune tecnologie, come il DMB, avrebbero
garantito una copertura più capillare basandosi sulle reti DAB o cellulari.
Per contro, i sostenitori del DVB-H hanno ritenuto che l’approccio migliore
fosse integrare le reti 2,5 G e 3G con il digitale terrestre.
La durata delle batterie rimane l’aspetto più problematico; tutti
i moderni sistemi di TV mobile implementano tecniche di risparmio delle batterie
(time-slicing o bandwidth shrinking) e le nuove soluzioni di silicio MDTV sono
ottimizzate per consumi veramente bassi (l’approccio DVB-H consentirà di
vedere 8 ore di programmi dal cellulare con una sola carica della batteria).
Tuttavia, il problema perenne della durata delle batterie verrà peggiorato
dalla contemporanea presenza, nello stesso terminale, di GPRS/Edge, macchina
fotografica, giochi, radio e lettore Mp3.
Come non parlare, poi, dell’importanza di riuscire a mantenere le dimensioni
del cellulare stesso relativamente piccole. Da una parte si dovrà godere
di uno schermo abbastamza grande e visibile per avere una visione la migliore
possibile, dall’altra queste caratterisitiche non devono aumentare troppo
le dimensioni del terminale il quale diventerebbe scomodo per il suo tradizionale
utilizzo. Al momento i terminali in uscita sembrano aver trovato un giusto
bilanciamento, ma gli esperti di design sapranno sicuramente affrontare la
questione ancora meglio.
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