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L'installazione
Alla base del sistema interattivo sta il movimento del pubblico, che
produce variazioni di calore rispetto ad un punto di equilibrio termico
in vicinanza
di ogni scultura. Così ogni persona — massa e direzione — diviene
la variabile che perturba l'emissione sonora del giardino: osserva, opera,
spazializza. Il flusso dei visitatori muove il flusso del suono e crea all'interno
del parco un microcosmo di percorsi e orbite non determinabili.
 
Il sistema è frutto dell'interazione tra percorsi e mezzi differenti:
- Il gruppo Giardino Sonoro La Limonaia dell'Imperialino
(GSLI), che da Firenze ha esportato in tutto il mondo un nuovo modo
di rivalutare
gli
spazi verdi,
unendo pratica botanica, landscape design, una minuziosa ricerca su diffusione
e percezione del suono ed una estrema attenzione all'impatto ambientale.
In collaborazione con Bottega Bologna, GSLI si prende cura della
progettazione
dello spazio nel parco di Villa delle Rose ed affida al suo partner, Sonic
Eyes di Arezzo la costruzione degli oggetti sonoro-luminosi che diffonderanno
nell’ambiente i suoni delle Pietre, illuminandole.
-
Open Sound Control (OSC), un protocollo all'avanguardia
per l'interazione tra software e dispositivi musicali tramite reti
di computer, sviluppato
dall'Università di
Berkeley e capace di offrire nuove possibilità rispetto allo standard
MIDI nel campo dell'interazione tra arte e tecnologia.
- I dispositivi wireless Wise Box, progettati
dall'IRCAM di Parigi, che sfruttando le capacità espressive
di OSC riescono a trasformare un'azione captabile da un sensore in
un linguaggio
comprensibile da una rete di computer.
- Il software Max/MSP interprete dei messaggi emessi dai Wise Box
permette di processare il suono delle sculture sonore e diffonderlo
all'interno
del parco
della Villa.


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