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Tecnologie e Società

 

Italia.it, blogostoria di uno Scandaloitaliano. Intervista a Luca Carlucci
di Agnese Benassi

 

Dopo anni di attesa e voci di corridoio che si sono rincorse, è andato finalmente on-line il 22 febbraio 2007 Italia.it, il portale nazionale del turismo per il quale sono stati stanziati 45 milioni di euro. Con un simile budget, qualunque sito web sarebbe stato esposto a critiche. Purtroppo Italia.it se le è guadagnate tutte, a fronte di un’implementazione tecnica obsoleta, un logo quantomeno discutibile e una strategia comunicativa complessiva del tutto assente, con dei contenuti testuali che presto sono balzati alle cronache del web per errori e inesattezze.

E dal web si è mossa la protesta, portavoce un blog aperto a poche ore dalla messa on-line del portale, “nato e portato avanti non da giornalisti o wannabe tali, ma da persone normalissime, che nulla hanno a che spartire con la vicenda, né cercano alcuna forma di notorietà”. Parola di Luca Carlucci, uno dei fondatori di Scandaloitaliano, questo spazio web partecipativo che non si è limitato alle facili critiche, ma ha portato avanti una lucida inchiesta su ciò che è accaduto in questi anni, mirata a chiarire posizioni e responsabilità di chi ha avuto opportunità e mezzi per fare un ottimo lavoro e li ha sprecati.


Agnese Benassi: Luca, raccontaci come e perché è nato Scandaloitaliano

Luca Carlucci: Scandaloitaliano è nato in modo semplicissimo, istintivo e non premeditato. C’era questo fantomatico portale nazionale del turismo da 45 milioni di euro in cantiere da anni. La cosa era diventata un po’ una barzelletta tra gli addetti ai lavori, e con amici e colleghi se ne seguivano gli improbabili e surreali sviluppi già da un bel pezzo su un forum dedicato a web e multimedia che si chiama MMM Community.

Quando, il 22 febbraio 2007, il portale tanto atteso ha visto la luce, quella che era una barzelletta s’è trasformata istantaneamente in incredulità e indignazione: un budget stratosferico a disposizione, tre anni di lavoro politico e dirigenziale, e il risultato era un indegno carrozzone tecnologicamente goffo, vecchio, e letteralmente infarcito di errori contenutistici e progettuali. Si consideri poi che il tutto era reso ancor più grottesco dai frangenti del lancio: i vertici del governo italiano mobilitati per l’occasione, discorsi roboanti e modernisti sul “rilancio dell’immagine e dell’economia turistica dell’Italia”, un logo abnorme costato centomila euro (o ottantamila, ancora non si sa) pensato per “brandizzare” la nazione negli anni a venire, e altre amenità.

Tutto era davvero eccessivo. Così, già nei minuti successivi al lancio, nella MMM Community e su un altro forum analogo e “cugino”, Officina Creativa, montava la polemica, e molti partecipanti, me incluso, sentivano il bisogno di fare qualcosa.

Grazie alla memoria del web, è possibile certificare la nascita del blog al minuto. Il 22 febbraio alle 13.52 butto lì: “si potrebbe improvvisare un blog o un sitarello in cui si fa a pezzi (in termini di critica professionale, tecnica, contenutistica) il portale, si denuncia lo scandalo presso i media e magari si attivano petizioni o robe così” [http://www.officina-creativa.net/forum/index.php?topic=703.0]

Alle 15.03 risale una bozza del progetto, improvvisata ma, rileggendola oggi, effettivamente fedele a ciò che il blog sarebbe stato: piattaforma wordpress, il possibile nome (il primo venuto in mente, e direi che si vede), “home page blogforme con breve presentazione e dove si ospitano tutti i contributi di critica a tutti gli aspetti del progetto (progettazione, logo, grafica, IA, usabilità, accessibilità, contenuti, navigazione)”, la pagina con la lista dei contributori, la strategia di pubblicizzazione del blog etc. [http://morpheus.micc.unifi.it/forum/viewtopic.php?t=1310&start=20]

Alle 15.46 il blog era già aperto e impostato secondo il taglio prefigurato, e io, Riccardo Giraldi, Thomas M. Alisi e Andrea Mancini – i quattro “macchinisti” iniziali di un blog comunque pensato come aperto a tutti i contributi - stavamo già lavorandoci su alacremente. Questo nucleo iniziale è cambiato spontaneamente nel tempo, con arrivi e partenze: e tra gli arrivi cito in particolare James Siddall Jr. e Francesco Aprile per il contributo ingente e preziosissimo che hanno dato al progetto.


AB: Una volta on-line, il blog ha avuto un boom immediato di contatti, tra i quali anche nomi illustri della scena web. Vi aspettavate tutta questa ‘popolarità’, eravate preparati?

LC: Ovviamente no. Lo spirito con cui ho iniziato ha lavorare sul blog era, al contrario, quello della vox clamans in deserto, e credo che anche per gli altri fosse così. Nessuno di noi aveva previsto che la vicenda avrebbe suscitato una specie di sollevazione spontanea e popolare nel web italiano, di cui il blog ha finito per essere, in un certo senso suo malgrado, uno dei catalizzatori. Fatto sta che, a poche ore dal nostro online, Scandaloitaliano macinava decine e decine di visite.

Quattro giorni dopo, le visite giornaliere erano 14.000 - e da allora, nonostante lo sgonfiarsi fisiologico della “bolla webmediatica”, abbiamo mantenuto una media di circa 3000 visite al giorno. Eravamo tutti piuttosto stupefatti, e anche un po' preoccupati: una simile attenzione significava molta più cura, tempo e lavoro di quel che avevamo preventivato. Origine e contesto delle visite erano, com'è immaginabile, i link: all'inizio “folcloristici” (“il portale fa schifo, ed è perfino nato un blog dedicato!”), e poi, col procedere della pubblicazione di post molto curati e approfonditi, sempre più motivati e specifici. C'è anche da dire che è stato svolto un incredibile lavoro di partecipazione e feedback all'esterno: noi scandaloitalianisti siamo intervenuti sulle decine e decine di blog, forum, spazi commenti sui quali infuriavano le discussioni, dicendo la nostra, segnalando la nascita del blog e invitando alla collaborazione.

Il frutto di questo insieme di fenomeni è stato che le segnalazioni e i contributi sono cominciati a fioccare fin da subito.


AB: Tutto ciò ha innescato dei meccanismi singolari: molti dei contributi ad esempio segnalano strafalcioni presenti nelle pagine di Italia.it, racconti ironici e divertenti su una “geografia paranormale” e creativa. Si narra che i redattori del portalone leggano i vostri post e correggano al volo gli errori più vistosi...

LC: No, no, non è una leggenda, è dura realtà: i redattori di Italia.it sono tra i lettori più affezionati del blog. Tempo fa ce n'era uno, sotto pseudonimo, che vagolava come un'anima inquieta nello spazio commenti dei post che segnalavano errori, e lasciava in traccia del suo passaggio un “fatto!”, che appunto significava che le indicazioni erano state recepite e le correzioni apportate. Attualmente, i tempi di reazione del portale ai nostri post sono da record: il post esce su Scandaloitaliano, e dopo nemmeno un'ora ci sono le modifiche su Italia.it. Nei fatti, si è trattato del primo caso di social-debugging di massa nella storia italiana... Un enorme lavoro di cui il portale ha beneficiato (e poi ci dicono che siamo disfattisti!), e il cui merito probabilmente non verrà mai riconosciuto ai contributori del blog. Ma come ho avuto modo di scrivere in un post: chi se ne importa, noi siamo dei signori, e dei patrioti.

L'altro aspetto interessante del fenomeno, oltre all'ironia e alla creatività con cui è stato condotto il debugging, riguarda la messa in scena, sul blog, di un'Italia turistica particolare e affascinante, l'Italia dei piccoli paesi, dei piccoli musei, dei vini misconosciuti e rarissimi, dei dialetti, della cucina regionale, il tutto sotto la guida di “indigeni” competenti e appassionati del loro territorio.

Così, per certi versi, Scandaloitaliano stesso è divenuto una sorta di portale turistico sui generis, sghembo e irrazionale, ma ricco di contenuti turistici e spunti di viaggio affascinanti.



AB: Un altro fatto da sottolineare è che Scandaloitaliano, nel silenzio quasi totale dei media ufficiali, viene sempre citato da quei pochi che, su giornali o tv, ne parlano in sordina. Uno degli ultimi post sul blog [a cura di Franco De Vecchis, progettista grafico che nel 1987 vinse il concorso pubblico per il marchio dell’Ente Nazionale per il Turismo], vi darebbe addirittura il premio Pulitzer! In questo caso quindi, la cosiddetta controinformazione è l’unica informazione disponibile, diventa addirittura ‘la fonte’: che ne pensi di questo rovesciamento, di questa inversione di ruoli?

LC: Penso che la notazione di De Vecchis fosse affettuosamente iperbolica. In ogni modo il blog ha ricevuto molti attestati di stima in tal senso: parecchi commentatori e contributori ci hanno scritto affermando che di inchieste così in Italia non se ne vedono da un bel pezzo. Pensa che perfino un ex project director di Italia.it ha scritto sul suo blog che “il movimento spontaneo nato attorno a Italia.it potrà essere ricordato come il primo esempio collaborativo di giornalismo investigativo di successo in Italia, un po’ come il caso Sifar degli anni ’60 fece il successo di un settimanale come l’Espresso”.

Ovviamente io le ritengo delle gratificanti esagerazioni. Però non voglio nemmeno esagerare con l'understatement: sul blog si è effettivamente prodotto un germe di qualcosa di nuovo e potente. Semplici cittadini, solo in virtù di caparbietà, lavoro e intelligenza, facendo girare informazioni e ritrovamenti sulla rete, riescono a produrre dei pezzi informativi ficcanti, molto critici, documentatissimi e per questo inattaccabili. E questa “intensità” informativa, fatta di scavo, severità, pignoleria e interpretazioni critiche dai toni decisi e inusuali, sembra aver spiazzato un po' tutti.

Per quanto riguarda l'informazione dei media ufficiali, non c'è partita: stravinciamo noi. Nessun quotidiano o TG può permettersi una simile intensità informativa: per motivi politici, economici, di workflow e quant'altro. Non si tratta insomma di un'inversione di ruoli: semplicemente noi abbiamo fatto una cosa che loro a livello sistemico non fanno. Può succedere che un singolo reportage provi ad andare un po' in profondità, ma sarà il suo stesso contenitore, la “testata”, a vanificare lo sforzo, passando subito ad altro, e seppellendo l'approfondimento sotto la catasta anestetizzante dello zapping informativo.



AB: Passo dopo passo, le inchieste di Scandaloitaliano sono così arrivate ai ‘centri di potere’: la Margherita ha convocato una riunione per fare il punto con Sviluppo Italia e IBM, gli onorevoli Campa e Palmieri, promotori della legge sull’accessibilità, hanno chiesto un’interrogazione parlamentare, il cui testo riportava molte delle notizie diffuse dal vostro blog. Lo stesso On. Palmieri vi ha poi scritto per alcune precisazioni… Le ripercussioni delle vostre inchieste hanno quindi conseguenze molto concrete nel corso dei fatti, un fenomeno, anche questo, abbastanza inedito per un blog italiano...

LC: L'influenza sulla politica è la cosa che più mi ha stupito: da diverse comunicazioni “confidenziali” provenienti dall'altra parte della barricata, per così dire, e per di più da realtà diverse e spesso in conflitto tra loro, abbiamo ricevuto uno stesso input: ogni post che esce sul blog è una pugnalata per i politici interessati dalla questione. E stiamo parlando di politici ad altissimo livello istituzionale. Io non so se prender per buone queste confidenze: ma se lo fossero, mi sembra che non sia tanto un merito del blog quanto un'incredibile debolezza della nostra classe politica.

Tornando alla tua domanda, ti dirò, io ho scoperto per davvero cos'è un blog solo il dicembre scorso, insomma sono lungi dall'essere un esperto e dal poter esprimere valutazioni storico-teoriche a questo proposito. Penso che nel panorama italiano, sì, probabilmente è un fenomeno abbastanza atipico. Atipico, ma spero replicabile: questo paese ha un drammatico bisogno di partecipazione e di “trivelle” informative che buchino quella coltre di passività che lo sta portando alla rovina sociale.


AB: Dopo la lettera aperta al Presidente del Consiglio, ultima delle iniziative eclatanti in corso, sul blog è apparso un post inaspettato: Scandaloitaliano entra in ibernazione (http://scandaloitaliano.wordpress.com/2007/04/02/scandaloitaliano-fine-di-un-inizio/). Proprio quando ci stavamo chiedendo quali sarebbero stati gli sviluppi futuri, con un colpo di scena il blog chiude, lasciando la palla nelle mani della comunità e di altre eventuali iniziative che da qui potranno ripartire. Quali sono i motivi di questa insolita decisione? Che cosa è successo?

Il blog si iberna in attesa della risposta alla lettera: quando questa arriverà, verrà immediatamente resa pubblica e tutti gli eventuali materiali allegati messi a disposizione dei 1400 firmatari e dei navigatori del web italiano.

La decisione è improvvisa ma non imprevista, anzi essa era nel DNA stesso di Scandaloitaliano, che è un progetto a termine con scopi ben delimitati e circoscritti – raggiunti per altro con una brillantezza e un'efficacia queste sì insolite e impreviste. Continuare significherebbe o tirare avanti allungando il brodo, dunque depotenziando e banalizzando quanto di buono fatto sin qui, oppure rifondare il tutto da zero, su basi molto più solide e organizzate, e con scopi di più ampio respiro: attualmente non ve ne sono le condizioni logistiche. E in ogni modo, se si deve rifondare da zero, tanto vale avviare un progetto nuovo: certo, si dilapida così la cospicua dote di contatti e visibilità accumulata dal blog, ma questa è secondo me una bella e “scandalosa” testimonianza dell'agire disinteressato che ha animato il blog, è uno sputo su quelle logichine di ranking, orticelli, salottini e piccole notorietà che troppo spesso sono il motore unico dell'agire sociale sul web, nonché una prova di quel “pensare progettualmente” per cui il blog si è battuto e della cui assenza in questo asfittico paese www.italia.it rappresenta un frutto a suo modo esemplare.




Luca Carlucci, fiorentino di nascita e a Milano da tre anni, una laurea in storia del cinema al DAMS di Bologna, ex collaboratore del settimanale satirico Cuore, studioso di cose multimediali e operatore e docente di digital video postproduction. Nel tempo libero, modera la stanza Production & Postproduction sulla MMM Community, forum del Master in Multimedia (Firenze).

http://scandaloitaliano.wordpress.com/
http://www.italia.it
http://morpheus.micc.unifi.it/forum/
http://www.officina-creativa.net/
http://www.philotto.it/paraphernalia/














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