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Noema's B2B for dummies: la vera New Economy
Tutti parlano di commercio elettronico, ma con quale cognizione?
Un piccolo approfondimento per saperne di più.
di Massimiliano Neri **
(pdf,
12 kb)
(San Francisco, USA) Per mesi abbiamo creduto che E-Commerce
significasse mettere fuori un sito per la vendita in rete di servizi:
una sorta di vetrina o catalogo elettronico, insomma. Questo era
il B2C, utile, simpatico, ma non meraviglia più nessuno.
Il futuro si chiama B2B.
Il B2B abilita due aziende ad iniziare e concludere un business
elettronicamente. Questa è la vera rivoluzione che ha portato
Internet, nel pieno prosieguo delle teorie smithiane sullo scambio
di beni e servizi. Il market place on-line è una nuova
dimensione telematica dove il mercato non trova vincoli, e può
evolvere spontaneamente nella sua forma più pura: la competitività
fra i prodotti o servizi offerti.
Per dare un'idea un po' più chiara, vediamo i 5 tipi fondamentali
di B2B:
- Uno a molti (Sell-side portal): un fornitore unico detta selezione
dei prodotti e prezzi (cisco.com,
dell.com);
- Alcuni a molti (Distribuition Portal): aggregatore di cataloghi
per attrarre una larga audience (chemdex.com);
- Molti a molti (vertical exchange e orizzontal marketplaces):
vasta rete di compratori e venditori (e-STEEL e FreeMarkets);
- Molti ad alcuni (Procurement portal): combinazione di cataloghi
d'acquisto (Covisint);
- Molti ad uno (Buy-side e-commerce): attrae molti fornitori che
puntano l' offerta migliore ad un grosso acquirente come General
Motors o Boeing (Commerce One, Ariba, SAP).
Gli analisti finanziari più garibaldini a Wall Street
assicurano che il B2B costituirà i 9/10 del business E-Commerce
in 5-7 anni. Altri puntano il dito sul fatto che un marketplace
elettronico ha la tendenza a portare i compratori dalla parte
del bene più conveniente, il che produce un ribasso dei
prezzi per transazione che asintoticamente tenderebbe a zero.
Allora dove starebbe il guadagno?
La risposta viene da due articoli pubblicati sul numero novembre-dicembre
della prestigiosa rivista Harvard Business Review. Il primo,
intitolato "Beyond the exchage: the future of b2b",
propone un ulteriore nuovo modello di business: generare valore
collezionando informazioni sulle tendenze d'acquisto. Un marketplace
capitalizzerebbe le fluttuazioni di prezzo dei beni scambiati
al loro interno come informazione pura, senza alcun costo per
transazione. Il secondo, "The napsterization of B2B",
porta l'argomento addirittura oltre. Il fenomeno Napster ha portato
sull'arena tecnologica un nuovo concetto di scambio dell'informazione:
P2P - peer to peer. In pratica, per un generico scambio di informazioni
via Internet si passa o per una struttura centrale (come un marketplace)
oppure se ne bypassa il centro abilitando due soggetti locali
a scambiarsi direttamente l'informazione (o l'mp3 come avviene
con Napster). Il fenomeno peer-to-peer sembra far presagire la
sostanziale inutilità di qualsiasi architettura centralizzata
(e costosa) per lo sviluppo di B2Bs e quindi supporta a sua volta
la teoria della migrazione del profitto dal costo per transazione
a quella dell'analisi della natura delle transazioni stesse.
Questa breve carrellata sull'arena B2B suggerisce due conclusioni
banali, vale a dire:
- l'arena dei business model che veramente costituiranno modelli
solidi nel futuro, è ancora in evoluzione e fibrillazione,
e
- fra 4 mesi ciò che è scritto in questo articolo
non solo potrebbe essere vecchio, ma addirittura falso!
** [Massimiliano Neri è Consultant di
Irise Corporation (http://www.irise.com).
Ventinove anni, bolognese trapiantato a San Francisco, è
corrispondente per Noema dalla Silicon Valley]
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