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Noi Wap, loro I-mode. La rivoluzione del telefonino
arriva dal Giappone
di Francesco Cisternino
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Musica in qualità cd, video e giochi attraverso il cellulare:
il cyber-mercato nipponico si conferma all'avanguardia. E l'Europa
sta a guardare.
Mentre in Italia siamo ancora fermi alla fallimentare tecnologia
Wap, lenta e poco efficace, le grosse aziende giapponesi promettono
faville aggiungendo ai già avanzati servizi disponibili
un enorme blocco di novità. Musica in qualità cd,
video e foto attraverso il display del telefonino a partire da
novembre: davvero un altro mondo.
L'occasione per la presentazione di questi sconvolgimenti tecnologici
è stata una fiera della tecnologia denominata Ceatec (acronimo
di Combined Exhibition of Advanced Technologies), estremamente
popolare in quel paese perchè aperta al grosso pubblico
che nell'occasione approfitta per entrare in contatto con le novità
e farsi un'idea di come spendersi lo stipendio. E' ben noto che
i giapponesi vanno pazzi per tutte le novità tecnologiche
immaginabili, ed infatti il Ceatec di quest'anno è stato
un trionfo.
Il mercato giapponese ha da tempo dato il successo ad una tecnologia,
denominata I-mode, che permette a circa 18 milioni di consumatori
di scambiarsi E-mail, ricevere le news dalle mailing list, prenotare
posti su aerei e treni, compiere alcune operazioni bancarie e
connettersi ad un numero molto limitato di siti web (circa un
centinaio). Questo sistema, nato in verità negli Stati
Uniti, è stato immesso sul mercato dal più grosso
gestore di telefonia mobile nipponico, NTT DoCoMo Inc., il quale
ne sta elaborando adesso una versione aggiornata. Mentre quella
in circolazione si basa soprattutto su informazioni sotto forma
di testi, la nuova versione, che utilizza il linguaggio Java,
renderà più facile scaricare informazioni più
complesse, in particolare di tipo video, e permetterà di
far divertire i giapponesi in metropolitana con giochi interattivi
tipo il sumo e il baseball, popolarissimi nel paese del sol levante.
Gli analisti osservano che una buona parte di ciò che
oggi è reperibile in formato testo sul web verrà
riproposto sul video nella prossima generazione di servizi telefonici
I-mode. Per esempio, i consumatori saranno presto in grado di
usare i loro telefoni per reperire videoaggiornamenti di notizie
che li interessano in modo particolare. E, sul lato commercial/pubblicitario,
i ristoranti potranno attirare i clienti potenziali attraverso
video sulla loro cucina.
Nei prossimi mesi le più importanti aziende del settore
sveleranno un altro blocco di nuovi servizi wireless, incluse
immagini video e giochi interattivi. Ci sarà anche un servizio
speciale per quei fan del karaoke, davvero duri a morire, che
permetterà di scaricare brani di Frank Sinatra, Elvis Presley,
Utada Hikaru (un cantante molto popolare in Giappone) e altri
beniamini del pubblico nipponico.
Nel mercato giapponese, così come in altre piazze nel
mondo, il numero di consumatori che possiedono un cellulare supera
abbondantemente quello dei proprietari di un computer. Il risultato
è che la domanda potenziale è enorme per questi
nuovi servizi. I dirigenti della DDI Pocket Inc., sussidiaria
della seconda compagnia telefonica giapponese e prima azienda
a lanciare i servizi di music-on-demand ai primi del mese prossimo,
prevedono almeno 300 mila nuovi clienti nei prossimi sei mesi.
I gestori telefonici e i costruttori stanno scommettendo sul
fatto che i consumatori giapponesi saranno impazienti di scaricare
e scambiarsi immagini video. La Kyocera Corp. ha sviluppato una
telecamera piccolissima che, se collegata ad un telefono portatile,
permetterà di trasmettere e vedere foto a colori in attachment
a messaggi e-mail.
Per tutti questi servizi, il tempo e la spesa richiesti per fruirne
attraverso il telefono diventerà drasticamente più
basso di quelli richiesti attraverso il computer casalingo. Attualmente
la maggior parte dei pc user impiegano più di venti minuti
per scaricarsi il brano preferito; con un nuovo sistema per cellulari
denominato Personal Handy-Phone System (PHS), i consumatori riusciranno
a fare la stessa operazione nel giro di pochi minuti.
Molte di queste tecnologie sono però ad una fase sperimentale.
La questione, più che sul reale funzionamento di esse,
si concentra su cosa piacerà di più ai consumatori.
Molti esperti presenti al Ceatec guardano a questi nuovi ed esorbitanti
servizi come prodotti intermedi attraverso i quali le compagnie
separeranno i successi dai fallimenti. "Noi li vediamo come
una giro di prova in vista della competizione a pieno ritmo nel
settore dei servizi multimediali", ha detto Katsuo Hori,
analista delle telecomunicazioni al Wit Capital Securities di
Tokio.
Risulta poi necessario aggiungere che anche per gli affamati
consumatori giapponesi tutte queste nuove campane e fischietti
digitali sono un pò esagerate. Non pochi visitatori del
Ceatec hanno mostrato sconforto all'idea di essere colti di sorpresa
dal boss accendendo il telefono in orari particolari per una "videofonata".
Molti erano innervositi dalla promessa di un servizio che permetterebbe
ai loro datori di lavoro di controllare la loro posizione in tempo
reale mentre viaggiano. La domanda principale, quindi, è
se i consumatori accorreranno in massa ai servizi wireless della
terza generazione nello stesso modo in cui hanno risposto ai servizi
I-mode. Addirittura gli ingegneri coinvolti direttamente nella
progettazione dei nuovi handset, conosciuti come "3G"
tra gli addetti ai lavori, ammettono che sono ben poco sicuri
riguardo le prospettive.
I costi giocheranno un ruolo chiave. I servizi del tipo immagini
a colori non diverranno proprio a buon mercato perchè gli
ISP contano di considerare le tariffe in base alla quantità
di informazioni scaricate complessivamente, e sappiamo bene che
file audio e video pesano molti più bit di un testo. I
clienti di I-mode pagano ora in media circa 20 dollari al mese
per i servizi internet aggiunti a quelli tradizionali, vale a
dire quelli strettamente telefonici alla vecchia maniera.
Un'altra sfida per i costruttori di tecnologie rivolte al grosso
pubblico è apparentemente più banale: "Per
favore rendete le cose semplici", dice Ayumi Sato, 22 anni,
impiegata per una società giapponese che lavora nel settore
della sicurezza, che ha mostrato di essere tentata ad acquistare
un prodotto che fornisce musica dovunque e a ogni ora, ma "non
riesco a maneggiare più di due bottoni!".
tratto dall'articolo di Akiko Kashiwagi "Wireless wave of
the future", The Washington Post, Tokio, 18 ottobre 2000.
http://www.msnbc.com/news/478192.asp
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