Feb 02 2008

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ACCADEMIA NAZIONALE DEI LINCEI

CONVEGNO INTERNAZIONALE

ROBOTICS:

A NEW SCIENCE

20 FEBBRAIO 2008

PROGRAMMA

ROMA

PALAZZO CORSINI - VIA DELLA LUNGARA, 10

Fino alle ore 10 è possibile l’accesso per le automobili da Lungotevere della Farnesina, 10

COMITATO ORDINATORE

Paolo DARIO, Emilio GATTI, Lamberto MAFFEI, Luciano MARTINI, Fiorella OPERTO, Pietro ROSSI, Giorgio SALVINI, Bruno

SICILIANO, Gianmarco VERUGGIO

Il Convegno è organizzato da

Accademia Nazionale dei Lincei

Consiglio Nazionale delle Ricerche

Dipartimento di Informatica e Sistemistica della Università di Napoli Federico II

Dipartimento di Informatica e Sistemistica A. Ruberti Sapienza Università di Roma

Scuola di Robotica

Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa

con il contributo di

Autodesk

Kuka Roboter Italia

Le Scienze

Ucimu-Sistemi Per Produrre

www.lincei.it

www.scuoladirobotica.it/lincei/

PROGRAMMA

Mercoledì 20 febbraio

9.30 Saluto della Presidenza dell’Accademia dei Lincei

10.00 Bruno SICILIANO (Italia): Status and Perspectives of Robotics

10.30 Luigia CARLUCCI AIELLO (Italia): Artificial Intelligence Meets Robotics

11.00 Intervallo

11.30 Raja CHATILA (Francia): Cognitive Robotics

12.00 Yoshihiko NAKAMURA (Giappone): From Human Behaviour to Robot Intelligence

12.30 Discussione

14.30 Paolo DARIO (Italia): Bio-robotics

15.00 Oussama KHATIB (USA): Human-Centred Robotics

15.30 Gianmarco VERUGGIO (Italia): Roboethics: Philo-sophical, Social and Ethical Implications of Robotics

16.00 Intervallo

16.30 Paolo ROSSI (Italia): Daedalus sive Mechanicus: Humankind and Machines

17.00 Roberto CORDESCHI (Italia): The Development of the Synthetic Method in Cognitive Science and Robotics

17.30 Discussione generale (Presiede: Fiorella OPERTO)

18.30 CHIUSURA DEI LAVORI

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Nov 14 2007

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Ecco in Italia una delle prime esposizioni di Arte Robotica: il Pan di Napoli apre le porte a ”FASTFORWARD ON NEW MEDIA ART: ROBOTS” (8-28 novembre 2007)

 

In occasione del 2° Forum Internazionale Fastforward On New Media Art, il PAN | Palazzo delle Arti Napoli presenta FASTFORWARD ON NEW MEDIA ART: ROBOTS. Un’ immagine ricorrente nella società contemporanea è l’accelerazione dell’informazione digitale. Alla velocità vertiginosa alla quale la tecnologia evolve e assorbe informazioni, la conoscenza viene trasferita alle macchine intelligenti, in un processo che sembra portarci verso uno stato ibrido postumano. Dall’evoluzione esponenziale delle tecnologie dell’informazione potrebbero nascere i mezzi attraverso i quali gli artisti saranno in grado di creare oltre la propria visione e conoscenza.In questa occasione l’interesse del PAN è rivolto alle ricerche e produzioni nell’ambito dell’arte robotica. Le macchine intelligenti, una volta un ossimoro, stanno diventando un luogo comune. I robots sono presenti tanto nella scienza e nella tecnologia quanto nelle nostre case, nell’arte, nel cinema e nella letteratura. Sono di crescente importanza in ambiti diffusi come quelli della produzione industriale e dell’intrattenimento. E ancora più profondamente, i temi della robotica suscitano affascinanti questioni culturali che coinvolgono filosofi, artisti, scienziati e tecnologi. Sperimentazioni in questo campo hanno una storia che risale agli anni ‘50 come Senster di Edward Ihnatowicz o Cybernetic Serendipity al ICA di Londra, e trovano spazio anche nelle principali manifestazioni di arte contemporanea come nel padiglione messicano della 52. Biennale di Venezia.La robotica contemporanea è l’ambito in cui si materializza la comprensione dell’intelligenza umana; un tema che attraversa la discipline scientifiche e quelle umanistiche da sempre e che ha riunito gli ambiti di ricerca nelle neuroscienze, ingegneria, informatica, biologia, matematica, psicologia, filosofia. Trasferire i processi del cervello animale e umano ai robot è un’impresa in corso che oltre alle difficoltà tecniche impone delle riflessioni profonde su questioni più generali: un robot “intelligente” può anche essere in grado di imitare ed imparare, di fare esperienze e avere consapevolezza del mondo? Quale status sociale, quali diritti, quali responsabilità avranno questa ed altre forme di “vita artificiale”? In che modo si potrà rapportare un robot simile agli esseri umani? Sarà possibile progettare robot creativi, che recitino in una piéce teatrale insieme agli attori, o che diventino autori riconosciuti? Come si devono rinnovare le teorie dell’estetica per rendere conto di questa nuova dimensione dell’arte, dove l’artista può diventare progettista robotica, e la creazione essere finalmente opera e processo al contempo? A queste domande provano a rispondere gli artisti invitati per FASTFORWARD ON NEW MEDIA ART: ROBOTS che si sono confrontati con molte di queste problematiche, con esperienze e risultati variegati. In mostra si ritrovano artisti come Moura e Robotlab che propongono robot che creano arte, o come Rinaldo de Marinis, Glissmann e Faubel che invece propongono robot che sono opere d’arte in sé e infine come Cadet e Goldberg che realizzano opere che attingono all’immaginario robotico ed elettronico.

Per info: http://www.palazzoartinapoli.net

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Nov 14 2007

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Un altro evento da poco conclusosi che voglio segnalare è “Mobile/Immobilisè: art, technologies et (in)capacitès” (Montrèal, 31 ottobre-3 novembre).

Il programma e alcuni abstract sono visibili su: http://mobileimmobilise.uqam.ca/En/programme.html

Questo il testo di presentazione:

Following through on the activities that took place within the framework of two colloquia and publications, Interfaces et Sensoralité (Presses de l’Université du Québec, 2003) and Arts et Biotechnologies (Presses de l’Université du Québec, 2004), and based on the work with the persons of disabilities conducted, over several years, by the group at Cyprès in Marseille, we believe it is opportune to provide a site for insightful reflections on questions relating to (dis)abilities. At the intersection of several contemporary art projects, bioscientific research activities and technological innovations, the notion of deficiency seems to be one of the most fertile and troubling forces. It has certainly had a pronounced affect on the experimental art scene, generating an array of creativity and producing spectacular and symbolically-rich artworks.

At the present time, it is important to evaluate the technological and biotechnological supports that affect conditions of viability, of autonomy and (dis)abilities of human beings and to observe any evolutionary signs signaling an increase in human cognitive, mental, imaginary and symbolic capabilities.

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Nov 14 2007

Mutamorphosis, challenging arts and science

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All’interno del ricco panorama di eventi che si sono susseguiti in questo periodo sul tema arte e scienza segnalo il festival MutaMorphosis organizzato dal Ciant a Praga, che si è tenuto dall’8 al 1o novembre scorsi. Su http://www.noemalab.org/blogs/ e http://www.mutamorphosis.org/ si trovano dettagliate descrizioni dell’evento a cui alcuni delegati di Noema (tra cui la sottoscritta) e Dars hanno partecipato.

L’evento ha fatto il punto sullo stato attuale dell’arte e le nuove tecnologie, ma soprattutto dei possibili scenari futuri attraverso gli interventi, tra gli altri, di Louis Bec, Roger Malina, Roy Ascott, Hervè Fisher, Adam Zaretsky.

 Ho avuto il piacere e l’onore di conoscere due dei capisaldi dell’arte robotica attuale: Stelarc e Louis-Philippe Demers ed è stato davvero stimolante parlare con loro dei futuri progetti!

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Sep 14 2007

Seminario Arte e Robotica con Bill Vorn

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“ARTE E ROBOTICA”
Bill Vorn “Robotic Art Creatures and Other Believable Living Machines”

14 settembre 2007 h.17

Con introduzione del PERCRO Art and Robotics Group

L’arte “tecnologica” non può essere raggruppata in una vasta categoria indistinta. Intuizioni, circostanze sociali ed opportunità tecnologiche possono dare vita ad una serie di pratiche artistiche riguardanti specifiche tecniche, strumenti e concetti tecnologici. Esprimere un punto di vista critico sull’arte tecnologica può essere difficoltoso: opere sperimentali possono diventare obsolescenti nel giro di pochi anni, ed un’analisi accurata dello stato dell’arte richiede una continua attenzione agli sviluppi in campo scientifico, tecnologico ed artistico. In generale, le incursioni degli artisti in un’area della tecnologia inesplorata possono durare per pochi anni per poi scomparire senza lasciare tracce significative, o dare vita a un corpus importante di lavori e analisi teoriche. D’altra parte, una pratica artistica può trarre forza e significato esclusivamente dall’utilizzo di una tecnologia nella sua prima fase di accessibilità, in quanto rivendicazione culturale, così come le arti tecnologiche “tradizionali”, come il video, possono indebolire la loro carica sperimentale, abbandonando alcune peculiarità della tecnologia ( il “logos”, ovvero discorso, riflessione, pensiero) per esplorare i territori della tecnica. Nella nostra cultura, dominata dai sempre più pervasivi media elettronici, è interessante prendere in considerazione, insieme con il video, le produzioni multimediali, le performance, le telecomunicazioni e le installazioni interattive, il ruolo della robotica nell’arte contemporanea.L’arte robotica oscilla da anni tra i due poli della sperimentazione continua e dell’instaurazione di una tradizione analitica; come tutti i settori dell’arte tecnologica, a partire dal cinema e dalla fotografia ai loro esordi, deve affrontare le difficoltà legate alla definizione del medium. L’immaginario fantascientifico, i nuovi trend della ricerca scientifica e delle applicazioni industriali, le evoluzioni che la tecnologia impone al nostro modo di pensare, sentire e agire influenzano, ma non coincidono, con le tendenze dell’arte robotica. Anche se gli artisti, naturalmente, non ignorano le definizioni mitologiche, letterarie o industriali riguardanti i robot o le forme di vita artificiali, queste ultime non delimitano le categorie di alcuna opera di arte robotica. Ogni artista sviluppa le sue particolari strategie ed ibrida la tecnologia robotica con altri media, altri contesti, altri riferimenti culturali.

Bill Vorn: la disfunzione macchinica e l’emozione artificiale

L’artista canadese Bill Vorn è sicuramente tra gli artisti che più hanno contribuito a dare forma a un corpus diopere esplorando le possibilità espressive della robotica. Fin dall’inizio degli anni ’90, Bill Vorn lavora con la robotica, e crea installazioni sonore e luminose ispirate al concetto di Vita Artificiale. L’arte robotica di Bill Vorn mira ad indurre empatia nei visitatori: empatia verso strutture articolate in metallo che diventano personaggi, come le sue Isterical Machines. Durante il seminario al MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna, intitolato “Robotic Art Creatures and Other Believable Living Machines”, Bill Vorn illustrerà la propria ricerca artistica nel campo dell’estetica del comportamento artificiale. Le sue opere, concepite sulle basi di un principio di decostruzione, suggeriscono comportamenti disfunzionali, assurdi e devianti attraverso un comportamento macchinico funzionale. Vorn opera quindi su due livelli paralleli che esprimono la natura paradossale dell’Intelligenza Artificiale. Tra le sue opere più conosciute, le Hysterical Machines sono costituite da un corpo sferico e da otto bracci/a di alluminio. Ogni “Macchina Isterica” possiede un sistema di sensori, un sistema di motori e un sistema di controllo che funzionano come un sistema nervoso autonomo ed interamente reattivo. Queste macchine sono in grado di percepire la presenza umana e reagire ai visitatori in base agli stimoli ricevuti, dando vita ad un loop di interazione uomo/macchina ed a una serie di interpretazioni sociali ed emotive basate su un singolo pattern dinamico.
La forza di questi simulacri poggia sul sovvertimento della nostra percezione delle creature robotiche. Implementando un insieme di comportamenti reattivi di base, e creando un contesto audiovisivo immersivo come ambiente per le installazioni, le opere di Bill Vorn stimolano un riflesso automatico di riconoscimento antropomorfico e di proiezione, come succede per ogni fenomeno dinamico che comunica con i nostri sensi: le macchine robotiche di Bill Vorn non sono automati specializzati e virtuosi, ma opere d’arte espressive.

Bill Vorn – biografia

Bill Vorn lavora su progetti di arte robotica dal 1992. Le sue installazioni comprendono robotica, controllo del movimento, processi relativi al suono, illuminazione, video e cibernetica. Le sue ricerche ruotano intorno al tema della vita artificiale e della robotica, e prendono vita nei suoi lavori artistici basati sull’estetica dei comportamenti artificiali. Dopo aver ricevuto un Ph.D. sul tema della vita artificiale come media, Vorn è diventato docente di Arti Elettroniche presso la Concordia University di Montreal, Canada (programma Intermedia/Cyberarts) dove è responsabile dell’a-lab, un laboratorio di ricerca in arte robotica parte dell’Hexagram Institute. Il suo lavoro artistico è stato presentato in molti eventi internazionali, tra cui Ars Electronica, ISEA, DEAF, Sonar, Art Futura, EMAF e Artec. È stato vincitore del Life 2.0 Award (1999, Madrid), del Leprecon Award for Interactivity (1998, New York), del Prix Ars Electronica - Distinction Award (1996, Linz), dell’ International Digital Media Award (1996, Toronto). Ha collaborato con molti artisti canadesi (tra cui Edouard Lock, Robert Lepage, Gilles Maheu, Loius Philippe Demers e Istvan Kantor).

PERCRO Art and Robotics Group

Il seminario di Bill Vorn sarà presentato da Haakon Faste e Fiammetta Ghedini, membri dell’Art and Robotics Group del Laboratorio PERCRO (PERceptual ROBotics). Il Laboratorio PERCRO (Scuola Superiore Sant’Anna, Pisa) è stato fondato dal Prof. Massimo Bergamasco nel 1994 e si occupa di robotica percettiva, ambienti virtuali e sistemi di telepresenza.La progettazione e l’utilizzo delle tecnologie di robotica percettiva e di presenza virtuale, guidate da uno studio approfondito delle esigenze umane a partire dalla psicologia cognitiva, dalla ricerca sul design e dai processi artistici, promette nuove oppportunità di interazioni creative e didattiche per il miglioramento della società in senso lato. Lo scopo dell’Art and Robotics Group è quello di esplorare, attraverso un approccio multidisciplinare, le sinergie tra la ricerca scientifica, culturale ed artistica nell’ambito della robotica.

Per informazioni:
www.percro.org
www.billvorn.concordia.ca
www.alab.hexagram.ca
www.hexagram.ca

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Aug 06 2007

Io, robot_ica

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Robotizzare, robotizzarsi, sembra l’imperativo quotidiano degli ultimi (e neanche troppo ultimi) tempi. La robotica e i robot animano da tempo le nostre vite, ma sicuramente l’invasione delle macchine si è fatta sempre più massiccia a cavallo con il nuovo millennio. Come una sorta di millenium bug, all’improvviso ci si è resi conto che l’uomo avanzava, e così i robot. Ho cominciato a esplorare questo campo alcuni anni fa, complice lo studio trasversale della storia dell’arte e dei media. L’arte robotica è oggi espressione artistica legata a innumerevoli campi, dalla tecnologia, ai media; attraversa i temi di attualità più stretta ed è spesso specchio dell’inquietudine e del desiderio dell’uomo di connettersi alla macchina, di robotizzarsi.

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