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Sono online nel sito di Milano in Digitale i video della tavola rotonda Koi-nét: Beyond new media art, degli incontri e dei workshop, realizzati dalla web tv Streamit. Giunto alla sua terza edizione, Milano in Digitale ha proposto in occasione dell’apertura del bando di concorso, Koi-nét: Beyond new media art, due giorni di incontri durante i quali esponenti del pensiero contemporaneo, critici e artisti affermati hanno tracciato un panorama della new media art.
Di grande interesse la IX edizione di Consciousness Reframed, tenutasi a Vienna dal 3 al 5 luglio (del quale si parla nel post precedente), a cui ho partecipato con un paper (di cui allego l'abstract). Interessante soprattutto perché gli intensi tre giorni di conferenze hanno mostrato uno spaccato mondiale della ricerca (nell'arte e nella comunicazione) e della teoria nell'ambito delle relazioni arte/scienza. Gli atti saranno pubblicati dall'editore Springer tra qualche mese.
Anche quest'anno si svolge Consciousness Reframed, la conferenza internazionale organizzata da Roy Ascott (uno dei pionieri nello studio delle relazioni tra discipline artistiche e discipline scinetifiche) e dal Planetary Collegium, che ha come tema "New Realities: Being Syncretic". Dopo Pechino e Perth quest'anno Consciousness Reframed si svolge a Vienna, ospitata dalla Universität Für Angewandte Kunst (l'Università delle Arti Applicate) dal 3 al 5 luglio.
E' interessante che anche nel nostro Paese le manifestazioni dedicate alle relazioni tra arte e scienza si moltiplichino, e che eventi tradizionalmente dedicati al digitale aprano alle nuove problematiche e cerchino di guardare al di là delle arti digitali (come, per esempio, ha fatto anche ToShare quest'anno).
Segnalo questo seminario, "La Scienza per l’Arte/L’Arte per la Scienza" (qui la locandina), all'interno di una manifestazione, "InFormaDiScienza" (qui il programma) a cadenza biennale sulla scienza.
La settimana scorsa, grazie all'interessamento di NoemaLab e del sottoscritto, della Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia, della NABA - Nuova Accademia di Belle Arti di Milano e della Facoltà di Scienze della Comunicazione dell'Università di Roma "La Sapienza", quello che può essere considerato come il massimo studioso dell'arte biotech, Jens Hauser, è venuto in Italia.
Giovedì 13 marzo ho partecipato a un panel, all'interno di ToShare Festival 2008 - Manufactoring, festival internazionale di arte e cultura digitale, intitolato "Manufacturing Intelligence". Il panel era sostanziialmente incentrato sulle relazioni tra uomo e macchina, e sulla possibilità di allargare l'idea di intelligenza al di là dell'antropico, e più in generale del biologico, riconoscendo agli artefatti prodotti dall'uomo la capacità di partecipare a questo processo emergente.
Giovedì 6 marzo sono stato invitato a partecipare a una tavola rotonda sull'argomento machinima (What is Machinima?), in occasione della venuta in Italia di Hugh Hancock, scozzese, inventore da cira un decennio di questa particolare forma che deriva dai videogames, e anche del nome "machinima".
Segnalo la bella recensione del libro di Fabrizio Crisafulli, Luce attiva, Pisa, Titivillus, 2007, ad opera di Antonio Pizzo, docente di teatro (e di tecnologie legate al teatro) al DAMS di Torino.
Dalla recensione:

da Noema e da me / from Noema and me / par Noema et moi
Ritorno su questo libro a cura di Jens Hauser, Art Biotech, pubblicato dall'editore Clueb nella collana <mediaversi>, libro che, insieme a Franco Torriani, mi ha visto impegnato nella cura dell'edizione italiana, per segnalare una bella recensione scritta da Cristina Trivellin e Martina Coletti pubblicata sulla rivista d'arte contemporanea D'Ars nel numero di Settembre.
Dato che è passato un po' di tempo dall'ultima volta che ho aggiornato questo sito, in questa segnalazione metto insieme due eventi ai quali ho partecipato, sul tema delle relazioni tra arti, scienze e tecnologie.
Sempre su Noema un'altra bella recensione di un libro originale, scritto da Barry Blesser e Linda-Ruth Salter e pubblicato nel 2007 per i tipi di MIT Press: Spaces speak, are you listening? Experiencing aural architecture. Le architetture parlano, basta saperle ascoltare, le si può - anzi, le si deve - fruire con l'udito oltre che con la vista.
Su Noema una bella recensione di Virtual Art. From Illusion to immersion, di Oliver Grau, edito da MIT Press nel 2003, recensione a cura di Laura Gemini. Laura, ricercatrice all'Università di Urbino "Carlo Bo" nella facoltà di Sociologia, si occupa di arte e tecnologie, e analizza l'ampio volume in maniera interessante. Dato che Grau ha studiato anche in Italia e legge l'italiano, leggerà sicuramente la recensione!