mediaversi
< mediaversi > è una collana editoriale, pubblicata dall'editore CLUEB e coprodotta da NoemaLab, che si propone di riflettere in maniera interdisciplinare sulle relazioni che intercorrono tra i media (non solo quelli digitali), le tecnologie emergenti e la società nelle sue manifestazioni fondamentali: cultura, rappresentazione, comunicazione, forme artistiche e di espressione.
< mediaversi > is a series of books published by CLUEB and coproduced by NoemaLab which aims at reflecting in an interdisciplinary way on the relations among the media (not only the digitally based ones), the emergent technologies and the society in its fundamental expressions: culture, representations, communications, arts.
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Autori Vari, Struttura #3 Organica. Il vivente nel mare digitale, 2008 [English text ]

"Dal momento che la percezione della natura nel corso della storia è stata profondamente influenzata dai cambiamenti delle tecnologie di produzione e di comunicazione, si può affermare che un'idea nuova di natura stia emergendo nel nostro tempo?" (Leandro Pisano)
Le ricerche dell'arte contemporanea portano all'evidenza del pubblico i cambiamenti sociali, culturali e antropologici determinati dalle nuove tecnologie e dalla sperimentazione scientifica in relazione all'uomo e alla natura. Le esplorazioni dei mutamenti in atto suggeriscono più labili confini tra organico e inorganico e rinnovano la gamma delle sinergie espressive. La pubblicazione raccoglie i contributi di esperti che sono intervenuti su questi temi critici e le testimonianze di artisti e creativi che hanno scandagliato i campi dell'Arte Biotech e del codice generativo, della net.art, del video e della performance, durante i tre giorni di festival Struttura Organica nel settembre 2007. pp. 127, italiano e inglese, ISBN 978-88-491-3040-9, € 15,00 Per acquistarlo segui questo link |
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Giulia Caramaschi, I confini della comunicazione. Discorsi, immagini, pratiche nella società dell’informazione, 2008
Prefazione di Derrick de Kerckhove Nell’epoca del web 2.0 e delle culture partecipative, questo libro si interroga sulla semantica dell’informazione. Un concetto centrale intorno al quale si dispiegano le infinite sfaccettature dei processi comunicativi: dalle pratiche sociali – economiche, politiche, organizzative, scientifiche ecc. – ai comportamenti riconducibili alle varie esperienze di social networking.
Ma nella lettura di questi fenomeni, ormai entrati a far parte del linguaggio e dell’esperienza comuni, qualcosa sembra sempre sfuggire: qual’è in fondo il significato sociale di “informazione”? Come viene costruito il concetto di informazione nell’immaginario mediale? Come si possono collocare i comportamenti individuali e quale ruolo giocano nell’universo sociale dell’informazione? Chiarire il corredo semantico che si snoda intorno all’idea di informazione significa non solo tentare di comprendere le svariate etichette applicabili alla contemporaneità (globalizzazione, economia della conoscenza, società del rischio, post-umano ecc.), ma anche spingersi fin verso le fondamenta della complessità del sociale e del rapporto fra individuo e società, in precario equilibrio fra inconciliabile opposizione e perfetta omologia. Giulia Caramaschi si sofferma su questi nodi adottando una prospettiva apertamente debitrice da un lato alla teoria dei sistemi sociali di Niklas Luhmann, dall’altro alle teorie di stampo marxista. pp. 201, ISBN 978-88-491-2816-1, € 18,00 Per acquistarlo segui questo link |
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Roberto Signorini, Alle origini del fotografico. Lettura di The Pencil of Nature (1844-46) di William Henry Fox Talbot, 2007
Per la prima volta in Italia questo volume offre il testo, la traduzione e una guida alla lettura di The Pencil of Nature (La matita della Natura, Londra 1844-46): il primo libro a stampa con immagini fotografiche, e la prima riflessione teorica sulla fotografia, a soli cinque anni dall’annuncio dell’invenzione (1839).
L’autore, W.H.F. Talbot (1800-1877), fra i protofotografi ha un ruolo di primissimo piano: per la multiforme cultura scientifica, umanistica e artistica; per l’ampiezza e continuità della sperimentazione; per la consapevolezza delle implicazioni socioculturali ed estetiche del nuovo mezzo. In particolare, egli coglie nella fotografia una “nuova arte” dal significato inedito, e ha il merito di proporla nella sua complessità e ambiguità (“matita della Natura”), ponendo le basi dei futuri dibattiti sul fotografico.
pp. 524, illustrazioni B/N 70, ISBN 978-88-491-2740-9, € 35,00 Il volume contiene la traduzione italiana di The Pencil of Nature col testo inglese a fronte. |
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Jens Hauser (a cura di), Art Biotech, 2007
Edizione italiana a cura di Pier Luigi Capucci e Franco Torriani
L’argomento delle relazioni tra forme artistiche, scienze e tecnologie è ormai ben presente, anche nel nostro Paese, all’interno del panorama dell’arte. Tuttavia, soprattutto dalla metà degli anni ’90 del secolo scorso, sono apparse forme espressive collegate a strumenti e approcci del tutto diversi da quelli di derivazione informatica.
Pure spesso condividendo alcune delle istanze provenienti dallo stesso quadro filosofico e scientifico generale di riferimento – l’idea di natura e di evoluzione, la corporeità, il concetto di vita... – e talvolta ibridandosi con tecnologie di derivazione informatica, queste nuove forme hanno fatto riferimento alla dimensione organica, all’ambito della biologia, alle “discipline del vivente” (in linea con l’ascesa dell’importanza scientifica, culturale e sociale di queste discipline), dando origine a esiti che sono stati compresi, spesso indiscriminatamente, sotto i nomi di “bioarte”, di “arte biotecnologica”, di “arte genetica”, ecc. Al di fuori di una generica ispirazione comune, queste forme non possono essere considerate come evoluzione delle forme artistiche basate sulle new media arts, sulle forme di derivazione informatica. Questo volume affronta l’attualità delle bioarti e ne delinea i percorsi, le discendenze, gli aspetti innovativi e le profonde questioni che le accompagnano. pp.168 con un ottavo a colori, ISBN 978-88-491-2655-6, € 18,00 Per acquistarlo segui questo link |
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Cosetta Saba (a cura di), Cinema Video Internet. Tecnologie e avanguardia in Italia dal Futurismo alla Net.art, 2006[Libro + CD-ROM con alcune delle opere degli artisti citati] Nel quadro dei processi di interrelazione tra istituzioni, industrie culturali, "paesaggi" mediali, forme di consumo, modi di produzione e di rappresentazione, che si sono avvicendati sull'asse della storia del cinema e dei media, ci si propone di tracciare la storia "altra" dell'avanguardia secondo la pertinenza delle tecnologie, ma anche delle tecniche. L'articolazione tematica del volume è pensata attraverso la scansione cronologica delle tecnologie mediatiche (produzione, distribuzione, ricezione) di volta in volta emergenti, dalla seconda metà degli anni '10 alla contemporaneità, in relazione alle evenienze storiche di movimenti, autori, film-maker, videoartisti, infografisti ecc., che in modo affatto problematico sono riconducibili al concetto (piuttosto controverso) di "avanguardia".
Molti sono i problemi convocati da termini chiave quali "tecnologia" e "avanguardia" in ambito cinematografico o audio-visivo. A cominciare da quello terminologico: cinema d'avanguardia, cinema di ricerca, cinema sperimentale, cinema d'artista, cinema indipendente, underground, video (video d'artista, video performance, video militante ecc), Net.art, Software art. pp. 300, ISBN 88-491-2681-6, € 22,00
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Jean-Marie Schaeffer, L’immagine precaria. Sul dispositivo fotografico, 2006 Traduzione a cura di Roberto Signorini e Marco Andreani
Per la prima volta tradotto in italiano uno dei più importanti volumi di teoria della fotografia fra estetica e semiotica dell’immagine. La crescente importanza della fotografia nell’arte contemporanea dopo le neoavanguardie ha posto al centro dell’attenzione l’idea del fotografico, cioè di un tipo di immagine che dia non solo una rappresentazione della realtà ma la presenza stessa delle sue tracce. Intorno a questa idea, che ha origine nella teoria del segno del filosofo statunitense Charles S. Peirce, si è sviluppato, a partire dagli anni Ottanta e dopo le riflessioni di Rosalind Krauss e Roland Barthes, un vivace e fecondo dibattito teorico sulla fotografia da cui oggi non si può più prescindere. Esso ha avuto tra i suoi protagonisti numerosi studiosi di lingua francese: da Henri Van Lier, Philippe Dubois, Jean-Marie Schaeffer, Jean-Claude Lemagny, fino a François Soulages e Uwe Bernhardt. Di questa ricca produzione saggistica, in Italia era noto finora solo L’atto fotografico di Dubois. PP. 200, ISBN 88-491-2539-9, € 18,00 Per acquistarlo segui questo link |
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