Category: Mutamorphosis 2007
Posted by: plc

On November 8 we had a beautiful dinner with the Yasmin list members who were present at MutaMorphosis in Prague. The dinner was organized by Roger Malina (standing up to the right with a red pullover, thank you Roger!).

Some views of an [expanded] mediterranean rim! 

[Photos by Laura Sansavini]

Category: Mutamorphosis 2007
Posted by: plc

Other photos made by our group in Prague at MutaMorphosis


NoemaLab Office in MutaMorphosis (Laura Sansavini and Martina Coletti) ;-)  


Marta de Menezes, DECON, bacterial reproduction of Mondrian's paintings (videostill)


Franco Torriani, Laurent Mignonneau and Cristina Trivellin


Pavel Smetana, the Enter3 director


Louis-Philippe Demers


Stelarc

Category: Mutamorphosis 2007
Posted by: plc

Non abbiamo potuto seguire tutte le conferenze, un po' perché non abbiamo il dono dell'ubiquità (molte erano in contemporanea), un po' perché la nostra presenza è stata sacrificata dagli impegni di viaggio e dagli incontri. Quindi quel che segue è solo una traccia, in particolare sul ruolo dell'arte in questo processo.

Che ruolo può avere l'arte - possono avere le arti - nell'indagare le dimensioni estreme dei nanomondi o del cosmo? L'intervento di Roger Malina, scienziato e astronomo, ha contribuito a chiarire questo ruolo.

Malina ha sottolineato il fatto che il 97% del contenuto di materia ed energia dell'universo è sconosciuto, nel senso che non è percepibile né direttamente né indirettamente (in forma tecnologicamente mediata) dai nostri sensi. Sappiamo comunque che esiste non grazie all'osservazione, ma estrapolando dei dati. Questa porzione di universo - la stragrande maggioranza - è infatti nota sotto il nome di "dark universe". Dato che il cosmo è una dimensione ormai consueta, anche per una miriade di ragioni concrete (voli spaziali, energia dallo spazio, comunicazione satellitare, esperimenti scientifici...), è necessario "gettare uno sguardo" anche là dove i sensi e i tecnosensi oggi non ci dicono nulla. In questa direzione Malina parla del suo coinvolgimento in un nuovo osservatorio satellitare (il Super Nova Acceleration Probe) che sarà in grado di mappare il cielo, dare la distribuzione della materia oscura e analizzare l'evoluzione dell'energia oscura.



Come entra l'arte in questo? Secondo Malina - che è anche chairman del board di Leonardo (The International Society for the Arts, Sciences and Technology, che a Mutamorphosis festeggiava i 40 anni di attività ) e presidente dell'Observatoire Leonardo des Arts et Technosciences - sta nell'offrire delle visioni, delle nuove metafore, dei concetti, utili sia ad affrontare i nanomondi che il cosmo. Per questo gli artisti - artisti consapevoli delle discipline scientifiche - avranno un ruolo importante nel disegnare la scienza del futuro.

Roy Ascott, docente di Technoethic Art e presidente del Planetary Collegium all'Università di Plymouth, nonché pioniere di media art, si è invece scagliato contro il paradosso riduzionista che considera come il territorio più estremo, ostile e innaturale della mente sia dentro di noi, nei consueti livelli di pensiero e di comportamento.

E' qui che esistono le più impenetrabili barriere a quella che Ascott chiama "la consapevolezza espansa". Mentre il surriscaldamento del pianeta avanza, oltre ad un'ecologia della Terra è necessaria anche un'ecologia della mente. Secondo Ascott gli aspetti spirituali della coscienza sono stati ignorati a detrimento dei valori globali e dell'etica umana.



La mente non deve dunque essere "inscatolata". Tecnologie come la telematica, il cyberspazio, la telepresenza, moltiplicano e "distribuiscono" la mente, l'identità, il sé. Gli artisti devono rompere le barriere della scienza classica per entrare nel mondo quantico delle potenzialità psichiche e spirituali, in un percorso destinato a ridefinire ciò che viene considerato umano.

Category: Mutamorphosis 2007
Posted by: cristina

MutaMorphosis: questi tre giorni di “full immersion” sono stati faticosi ma davvero interessanti. La sensazione immediata e stata quella di trovarsi al centro, nel nucleo della riflessione contemporanea: Challengings arts and sciences, questo il sottotitolo, ma di sottotitoli in realtà se ne sono potuti individuare parecchi, tutti pregnanti e interconnessi. Le sessioni plenarie si susseguivano alle singole conferenze, tutte di alto livello, tutte molto convincenti.

Questo “centro gravitazionale” ha attratto persone che sono giunte da varie latitudini per portare la propria esperienza e confrontarla. Ma anche per comprendere, conoscere, sentirsi parte di un “tutto interattivo” dove la dimensione dello scambio si fonde con la necessità di abbattere dicotomie ereditate da secoli di modalità di approccio alla cultura che sempre più avvertiamo inadeguate per essere nell’oggi e, ancor meglio, nel domani.

Mi ha colpito l’originale situazione del simposio dove gli scienziati interagiscono con gli artisti, gli antropologi con i filosofi, il pensare con il fare, lasciando intravedere questa neospecie di postumanisti e postscienziati che, forse, - e, per fortuna, dentro qualche contraddizione - sentono la necessità di abbattere il proprio limite epistemologico.

Gli argomenti in campo sono stati davvero tanti, le riflessioni partono dalle possibilità di estensione attraverso la tecnologia delle nostre facoltà percettive - per diventare “adeguati” a com-prendere l’universo relazionale - dal batterio al corpo e dal corpo al cosmo - fino alla dibattuta questione dell’antropocentrismo, con tutte le sue implicazioni, non escluso l’etimo stesso della parola, e la forse sorpassata concezione di “centro”.

Ha aperto il convegno Louis Bec, che ha posto l’accento sulla trandisciplinarietà messa in luce da MutaMorphosis, dove l’associazione di aspetti scientifico-teconologici alle ricerche artistiche apre le più avanzate possibilità di sfida per il futuro. Occorre riattualizzare e riconsiderare le griglie di lettura di un mondo incerto, per meglio adattarle alle mutazioni annunciate. Bec espone un interessante riferimento alle metamorfosi del praghese Kafka e del suo messaggio che si rivela oggi così attuale.



Altri interventi importantissimi sono stati quello di Hervé Fischer, che indaga sul concetto di limite, di estremità, portando una carrellata nella storia dell’arte e dell’immaginario collettivo dove trova moltissimi riferimenti alla vita artificiale, di cui sostiene abbiamo ancora una visione arcaica. Il futuro è ancora da scrivere, è ciò che non si sa, e noi abbiamo la responsabilità piena di questo processo evolutivo. La teconoscienza come nuova utopia.

Entusiasmante l’astrofisico Roger Malina che ci racconta che il 97% dell’energia dell’universo è sconosciuta. I nostri sensi allo stato attuale non sono in grado di indagare la dark energy e servono nuovo approcci cognitivisti e sensoriali per avventurarsi nel viaggio immersivo che potrebbe fornirci un approccio del tutto nuovo attraverso la mutazione della consapevolezza.
 
Altro straordinario relatore è stato Roy Ascott, che ha posto l’accento sulla necessità di un’ecologia mentale oltre che ambientale. Anch’egli ha parlato di espansione dei livelli di coscienza come necessità dell’uomo presente-futuro.

Mi accorgo che avrei mille altre cose da raccontare e che forse mi sono dilungata anche troppo. E’ necessario che torni nel mio presente, con nessuna voglia di decelerare e molta voglia di ripartire per nuovi viaggi nel domani.

Category: Mutamorphosis 2007
Posted by: plc

Il semble que MutaMorphosis vient à point nommé pour questionner les mutations majeures qui pèsent sur l'avenir de notre monde, sur l'évolution des hommes et des sociétés et par conséquent sur leurs modes de connaissances scientifiques et technologiques, leurs modes d'expressions artistiques et de communication.

"MutaMorphosis" doit favoriser de nouvelles configurations d'échanges et faire la preuve que toutes problèmes nécessitent maintenant des approches basées sur la pluralité des disciplines scientifiques, technologiques et artistiques et prendre en compte des conditions éthiques, épistémologiques, esthétiques et écosystèmiques.

Questa presentazione di "MutaMorphosis: Challenging Arts and Sciences", di Louis Bec nell'Opening plenary speech, spiega molto bene il significato della manifestazione.

Dunque scienze, comunicazione, arte impegnate in una sorta di confronto con poche concessioni alle "maniere", alle interpretazioni leggere. L'evento, che si è svolto all'interno della terza edizione di un festival più ampio, Entermultimediale (Enter3), ha messo in scena oltre al convegno anche una serie di mostre collaterali ospitate in vari luoghi della città. Mutamorphosis segue di poco più di un settimana un altro evento, diverso nelle finalità ma simile per indirizzo tenutosi a Montreal (Mobile/Immobilzed: Art, Technologies & (Dis)abilities, organizzato dal Centre interuniversitaire des arts médiatiques): alcuni dei relatori (lo stesso Louis Bec, che ne era l'organizzatore, Roy Ascott) erano infatti anche a Praga.

MutaMorphosis guarda avanti, mettendo a fuoco alcuni importanti elementi. Il primo è che vi sono nuovi campi interessanti a cui rivolgere l'attenzione, da investigare da parte della comunicazione, delle scienze sociali, dell'arte. Il grande balzo che scienze e tecnologie hanno compiuto nel '900 ha aperto vasti scenari con cui la cultura umana si confronta e che diverranno sempre più presenti e consueti nei prossimi anni: le nanotecnologie e i nanomondi, gli ambienti estremi ed ostili, le varie accezioni della robotica, la dimensione del cosmo come habitat, la dimensione dell'organico, le biotecnologie, la sensorialità e la sinestesia, la percezione dei cambiamenti del clima, l'ecologia della trasformazione, i materiali intelligenti, la comune dimensione dei network a livello organico e inorganico, la percezione mediata, la neuroestetica. Intorno a questi temi, che spesso si sono intrecciati, si sono imperniate le conferenze.

E' un mondo di pionieri quello che si avventura per queste strade, di artisti e teorici a volte nuovi, altre volte noti ma operanti in territori nei quali questi argomenti non sono inauditi.

Infine, MutaMorphosis contiene due omaggi importanti. Il primo è a Kafka, praghese, e alle sue Metamorfosi, all'idea di metamorfosi - di mutazione - che innerva il presente. Il secondo è per il filosofo Vilém Flusser, anch'egli praghese, a cui è dedicata una retrospettiva curata da Louis Bec, che ha collaborato con il filosofo. 

Category: Mutamorphosis 2007
Posted by: laura

Finalmente a Praga!

Siamo arrivati nella capitale ceca nella tarda mattinata, sotto un cielo grigio e nuvoloso, ma nulla ci ha scoraggiato per essere in prima fila alle conferenze in programma già dal primo pomeriggio.



Nella mattina hanno inaugurato il festival di arti e scienze gli interventi di Alban Asselin, Roger Malina e Pavel Smetana, seguiti dal discorso di Louis Bec  "We are Extremophiles".
Due le sessioni successive sui temi dei limiti della vita organica e sulla "Exo Botany".

E' Stelarc, il noto artista australiano che non ha bisogno di presentazioni, il protagonista sul palco nella seconda parte della giornata. Il suo intervento riguarda i temi che contraddistinguono da sempre il suo lavoro: "Extruded, empty and absent bodies". Le mutazioni corporee sono al centro delle sessioni successive, nelle quali si è distinto il brillante l'intervento di Adam Zaretsky, "On Mutaphobia".

A metà tra satira e attivismo, l'artista americano, ha condotto una breve analisi sulla manipolazione genetica e i suoi effetti, le sue conseguenze e le responsabilità ad essa correlate.
Zaretsky infatti ci dice:

"We could even have new senses, new brain, and if you can image a post-gender, post-anatomically determined world, we would have new romance possibilities. Let's remember that if some people want to look like fashion models, other pewople will always want to look like little turtles and have a schell so they can crowl into it. A shell will help post-human be radiation resistant and avoid getting clobbered by horde of eugenic-transgenic btutes with no sense of inherited integry".

Se sarà possibile - ci domanda Zaretsky - la sopravvivenza in ambienti estrremi per gli esseri viventi attraverso nuove metodologie di riproduzione, quali saranno inoltre le conseguenze culturali ed estetiche per il nostro futuro, dal punto di vista ecologico?

La posizione dell'artista si svolge a tutela degli animali e si presenta come dura critica all’atteggiamento di coloro che ignorano il fatto che questi ultimi, grazie all’uomo, sono stati condannati a vivere in spazi protetti quali zoo e laboratori.

Le sue provocazioni mirano a shoccare la gente a scopo pedagogico, nel senso stretto del termine, a volte solo attraverso il disorientamento di ciò che inquieta: secondo l'artista si arriva ad una considerazione più seria degli eventi che ci riguardano direttamente in quanto vittime e carnefici, per mostrare al pubblico i pregi e difetti dello sviluppo biotecnologico, in modo da consentire agli osservatori di trarre le proprie conclusioni in modo autonomo e consapevole.

http://www.emutagen.com

Category: Mutamorphosis 2007
Posted by: martina

Enter - Festival for art, Science and tecnology, presenta nella mostra i.resident una selezione dei lavori più interessanti emersi durante il programma europeo Pépinières. Si tratta di un progetto di residenza per giovani artisti che mette in comunicazione più di 100 strutture culturali dislocate in Europa ed in Canada. I lavori presentati in genere sono associabili a molti degli esperimenti creativi di arte tecnologica affrontati anche nel nostro paese. Installazioni e performances interattive con molto uso della tecnologia del motion capture, opere che parlano della rete e che, anche attraverso il web, innescano dei ragionamenti analitici sul web stesso e sulla società che lo utilizza. Teresa Almeida (www.banhomaria.net/modes) inventa un vestito modificabile attraverso il quale trovare nuove combinazioni per relazionarsi con lo spazio pubblico e comunicare con esso. Un'altra opera indossabile sono i Seven Mile Bots del trio Beloff- Berger Pichlmair, un paio di stivali che permettono l'interazione in tempo reale tra lo spazio fisico reale e il mondo del web trasmettendo la traduzione sonora delle discussioni che avvengono in alcune chats della rete (www.randomseed.org/sevenmileboots). Due installazioni ripropongono esperimenti di game art e comunicazione sonora con un graditissimo omaggio al Tetris....

Il lavoro più interessante ci è sembrato quello di Antony Hall, Enki, anche perché è quello che sembra comunicare meglio con le tematiche affrontate all'interno delle conferenze e dei dibattiti di MutaMorphosis - in particolare l'interesse per la comunicazione interspecie e la volontà di ridefinire dei nuovi paradigmi scientifici e culturali in tutti i campi della ricerca e della conoscenza. La sua installazione - della quale qui è presente per motivi pratici, solamente la spiegazione - ha l'obiettivo di stabilire una relazione tra uomini e pesci attraverso uno stesso livello di comunicazione che si avvale della trasmissione di onde elettriche e cerebrali tra le due specie presenti nello stesso ambiente dell'opera. Il link al sito dell'artista è: http://www.antonyhall.net/.

Antony Hall, Enki - Installazione interattiva.

Category: Mutamorphosis 2007
Posted by: plc

Noema, in collaborazione con D'Ars, seguirà la conferenza internazionale MutaMorphosis: Challenging Arts and Sciences (Praga, 8-10 novembre). Il convegno, all'interno di un festival più ampio (Entermultimediale), giunto alla terza edizione (Enter3). Cercheremo di tenervi informati, quasi in tempo reale, sugli eventi e le conferenze.

Il convegno è organizzato dal CIANT (International Centre for Art and New Technologies), dalla rivista Leonardo, da Hexagram (Institute for Research/Creation in Media Arts and Technologies) e da Pépinieres européenes pour jeunes artistes, appare come molto interessante perché è imperniato sulle relazioni tra arti e scienze, in maniera molto attuale e approfondita. E festeggia i 40 anni di attività della celebre rivista Leonardo.

Gli argomenti, come di consueto in questo genere di eventi, sono numerosi: organic life, Extreme Bodies in Extreme Spaces, Perspectives on Nano Art, Eco Sonifications, Art & Climate, con oltre 80 interventi tra artisti, ricercatori, scienziati, tecnologi, tra cui Malina, Ascott, Bec, Barabási, Czegledy, Stelarc, Vesna, Peljhan, Demers, Zaretsky, de Menezes, Sommerer, Emmer, Fischer, Brown, Smetana, Foresta...

Dunque non solo digitale, ma un'espansione dell'arte a una dimensione più reale, meno algida e chiusa, che vede la commistione dell'algoritmo con la vita.

Qui il sito di MutaMorphosis: Challenging Arts and Sciences, in cui, tra vari materiali, ci sono gli abstract degli interventi. Di seguito il programma.

 Buona lettura e stay tuned! ;-)

» Read More